mercoledì 19 luglio 2017

Autobiografia per solo, orchestra e artigli

by Selkis + ilTM

Per scrivere la propria autobiografia, E. T. A. Hoffmann ha pensato bene di scriverla due volte, entrambe le volte in maniera sfalsata. "Le" autobiografie si trovano nel suo ultimo romanzo, lasciato incompiuto, Il gatto Murr, ma per esteso: Opinioni e vita del gatto Murr, comprensive della biografia frammentaria del maestro di cappella Johannes Kreisler in forma di casuali scartafacci, del 1819-21 (L'Orma, Roma 2016, pagg. LVIII + 414, euro 28).

Il funzionario pubblico e musicista Johannes Kreisler era un alter ego di Hoffmann, e il gatto Murr era il suo micio domestico. Il libro riporta l'autobiografia gonfiata e tendenziosa di Murr, animale intelligente disceso dal Gatto con gli stivali; solo che il testo è stato scritto sul retro di pagine già stampate con la biografia di Kreisler, opera di ignoto, cosicché il volume finale continua a saltabeccare da una storia all'altra, con interferenze "casuali" di ogni tipo. Come se non bastasse, alcuni episodi della vita di Kreisler coincidono con quelli di Hoffmann, altri no.

Da due mezze verità sembra però emergere una verità intera. Murr potrebbe essere definito il lato "animale" di Hoffmann, magari un po' egoista ma perché esuberante di energie, di istinti, armato di occhi che vedono al buio e di artigli, e comunque divertente. Kreisler invece è il lato malinconico dell'autore, pieno di conflitti interiori e di delusioni, incantato di fronte alle meraviglie del mondo ma esasperato di fronte alle piccinerie della società. In questo che è il suo capolavoro, Hoffmann raggiunge la perfetta integrazione tra "naturale" e "soprannaturale", che poi è una suddivisione forzata perché esiste un solo universo all-inclusive, bizzarro, oscuro, inquietante. I peggiori mostri si rivelano le ingiustizie, i soprusi, il disagio psico/relazionale. Un tribunale è più pericoloso di un vampiro. Lo stile grottesco non deve far dimenticare che Hoffmann, con i suoi scritti e soprattutto con la sua attività giudiziaria, lottava per arginare gli abusi dello Stato di polizia (prussiano), finendo sotto processo per questo (a salvarlo fu solo la morte precoce per malattia). Un raro esempio di scrittore realmente pericoloso.

P.S. Nella versione italiana del libro compare perfino un Doppelgänger tipicamente hoffmanniano: introduzione, traduzione e note del Gatto Murr sono infatti di Matteo Galli; negli Elisir del diavolo, si trattava di Luca Crescenzi, però guardacaso i due curatori scrivono nello stesso identico modo. E purtroppo (o per fortuna, direbbe Hoffmann) sono anche scappati un certo numero di errori.