lunedì 28 marzo 2016

Quattro istantanee dall'Oltre

Enea incontra Didone morta

Francesco De Gregori, La donna cannone

The Rock of Ages

La Tenda del Convegno


sfondi elettronici: Selkis del Magico Trio
spire del serpente (prima immagine): da Erté

sabato 26 marzo 2016

Pasqua di morte e luce a Firenze



La Lupadraga e Clory 8, 62-84

Sotto gli sguardi   sgomenti
della donna e   della draghessa,
per infiniti istanti   l'infame
si bloccò. Beastrix   si baloccava?
Di colpo, il colosso   cominciò
a muovere verso   le avversarie.
«Toh, toh» tentennò,   «temo
di aver minimamente   mentito.
A presiedere il Pupo   di Penisdragon
non potrà provare   altri che Penisdragon!»
Le due femmine fecero   per fiondarsi;
un secondo, e stavano   scappando
per sottrarsi allo scontro   sconcio.
Beastrix was buried   in his bosom.
Il colosso correva   per acchiappare
Clory come fosse   un coleottero;
dalla bocca sbavava   bitorzolute
lenze per legare   la Lupadraga.
Chiudeva già Clory   nelle chele
che l'altra si arrotolava   attorno
alla testa per stringere   e staccargliela.
«Fallo» la sfidò   «e finiremo tutti
arrosto a causa   dell'autodistruzione».

La Lupa (...)

sabato 19 marzo 2016

Onore al traduttore: Renato Colantuoni



La Lupadraga e Clory 8, 43-61

«Ma. . .» mosse   una mano per fermare
le avversarie da un ardito   attacco,
«prossimamente procederò   in pace.
I sensori hanno saggiato   i sensi
della nipotina del nostro   nobile
creatore. Ecco,   questo è il tuo regalo».
Gli si aprì un portello   in pieno petto:
c'era una postazione a sedere   per una persona,
con serie di stimolatori   sessuali.
«Vieni» la invitò.   «Dove vorrai, andrò.
Ogni organo del colosso   ti obbedirà».
Strega e serpente,   senza parole.
Senza sguardi   a nessuna delle due,
Beastrix spiccò   un balzo
da pantera proprio dentro   la postazione
(«No!» gemette madida   la madre)
che si richiuse   celandola.
«Pasifae ha preso   il suo posto»
commentò il colosso,   convinto.

Sotto (...)

lunedì 14 marzo 2016

Versi straordinari, quasi perduti

. . .
l'un occhio aveva lasciato al mio paese,
stagnando al freddo tempo il fiume tosco,
sicch'egli era a vederlo stranio arnese
sopra un grande elefante un duce losco.
Un testo colto e ironico, leggero eppure sottilmente inquietante, riferito ad Annibale che perse un occhio in guerra mentre attraversava la Toscana. Stilisticamente modernissimo, sembra di leggere Giorgio Caproni. L'autore è Francesco Petrarca, in un abbozzo -- poi non utilizzato -- dei Trionfi, quindi è un puro colpo di fortuna se possediamo ancora questi versi, che personalmente considero tra i più affascinanti della poesia italiana.

domenica 13 marzo 2016

Il Magico Trio è tornato

(non che se ne fosse mai andato)

Judith




Claws (ragazza in primo piano) di Nivalis70
Sfondo di Selkis
Assemblaggio e dettagli di ilT
Sito condiviso ---> qui

sabato 12 marzo 2016

La Lupadraga e Clory 8, 19-42

Trenta metri di massa   metallica
con membra e mente   d'uomo.
Calpestava case,   acciuffava a caso
chi capitava,   lo uccideva,
spolpava le ossa,   il sangue lo beveva.
Occhi, opercoli, cavo   orale da piranha.
Senza bisogno di sentire   le suppliche
che le genti aggredite   gridavano alle Madri,
il trio intervenne   all'attacco.
«Guarda guarda   che gradita sorpresa»
le accolse allegro   l'arcinemico.
La draghessa indovinò:   «Di nuovo tu!»
«In parte, indirettamente»   ironizzò.
«La sede scientifica   sotterranea
era roba realizzata   ad arte.
Dopo distrutti,   i dispositivi,
arrangiandosi, hanno   applicato ancora
le procedure di produzione   di Penisdragon;
lui era liquidato,   ma lavorando
sui cadaveri di coloro   che uccidesti,
mostro, e sui metalli   ammassati,
riciclando rifiuti   da record,
all'ultimo ne uscirono   gli upyr
e, meraviglia delle meraviglie,   me.

Ma. . . »

giovedì 10 marzo 2016

Il profeta inascoltato di Pandora


Liberamente basato sul film Avatar di James Cameron. Sfondi geometrici di Selkis del Magico Trio (sito).

lunedì 7 marzo 2016

(As)saggi(ni): Campanella traduce Dante in latino

Nel suo trattato di antropologia (IV libro della Teologia) il filosofo Tommaso Campanella, parlando del libero arbitrio, allude a un caso classico: quello dell'"asino di Buridano" che, se si fosse trovato di fronte a due sacchi di biada identici, sarebbe morto di fame nell'indecisione su dove iniziare. Il caso era stato citato anche da Dante nell'incipit del canto 4 del Paradiso:
Intra due cibi distanti e moventi
d'un modo, prima si morrìa di fame
che liber uomo l'un recasse ai denti. . .
Ora, nel riportare l'episodio teorico, Campanella sembra avere nell'orecchio non solo le stesse fonti di Dante, ma proprio il testo del Paradiso, che traduce in latino praticamente alla lettera:
[. . . famelicum] inter cibos duos aequidistantes
et aequimoventes periturum dicunt fame,
antequam eligat alterum.
Dopodiché il filosofo calabrese del Seicento offre la sua arguta soluzione al dilemma dell'asino: "Siccome l'autoconservazione è un bene più importante di ciascuno dei due alimenti, e la si può ottenere con ciascuno dei due, l'affamato ne sceglierebbe subito uno" senza stare lì a farsi troppe pippe mentali.

sabato 5 marzo 2016

C'est la vie





La Lupadraga e Clory 8, 1-18

8. Affastellarono


Affastellarono in fretta   e furia
un monumento alla Madre   che monda
le puerpere penetrate   dagli upyr.
La caduta della civiltà   kantiana
(Luminosa Lega   dei Legulei inclusa)
era solo relativamente   rose e fiori.
Strane silhouette   strisciavano
sulla terra, terrore   non tracciabile.
La distanza impedì   di vedere i denti
di Beastrix, e fu buona   ventura
poiché proprio quelli   erano il problema.
Quelle "cose",   ricercatori anonimi
giuravano che giungessero   da Gerusalemme.
La Lupadraga livellò   i laboratori
al suolo, seppellendoli   per sempre,
ma ci sono morti non morti   e amen.
Con tutto ciò, a causare   la crisi
fu la comparsa del colosso   d'acciaio.

Trenta (...)